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Danzavi

sotto il chiarore

della regina della notte,

sposa dell’ infinito

con lo strascico di stelle,

danzavi

per la regina della notte,

seduta sullo scranno

 di morbide nubi,

quando hai smesso di ballare

è rimasto un ricamo

di stelle fredde

ed un flebile lamento,

era  la luna,

che piangeva

Le Cantanti

ROMINA BASSO

Romina Basso

Romina Basso

 Tamerlano  ne  “Tamerlano”

Varane ne  “L’Atenaide”

“Nel profonodo cieco mondo”

GEMMA BERTAGNOLLI

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Ersilla  ne  “L’Orlando finto pazzo”

Rosane ne ” La Verità in cimento”

“Amato, tu sei ben la mia speranza”

VERONICA CANGEMI

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Costanza ne “La Griselda”

Angelica  ne  “L ‘Orlando furioso”

Morasto ne “La fida ninfa”

“Agitata da due venti”

ELENA CECCHI FEDI

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Mirinda  ne  “L’Arsilda”

“Non me caro amar penando”

PATRIZIA CIOFI

 

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Idaspe ne   “Tamerlano”

“Anche il mar par che sommerga”

MANUELA  CUSTER

 

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Argillano  ne “L’ Orlando finto pazzo”

Anastasio  ne “Il Giustino”

Abra ne “Juditha  Triumphans

“Fulgeat  sol frontis decorae”

MARINA DE LISO

 

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Alcina ne ” L’Orlando furioso”

“Amorose ai rai del sole”

BARBARA DI CASTRI

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Bradamante ne “L’Oraldo Furioso”

“Se cresce un torrente”

GIOVANNA DISSERA BRAGADIN

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Gloria

Magnificat

Beatus Vir

VIVICA  GENAUX

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Teodosio ne “L’ Atenaide”

“M’ accande l’amor le ire guerriere”

ANN  HALLENBERG

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Servilla  ne ” Tito Manlio”

Bradamante ne “L’ Orlando Furioso”

“Sempre cara notte oscura”

ROBERTA  INVERNIZZI

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Megagle ne “L’Olimpiade”

Ippolita in “Ercole sul Termodonte”

“Superbo di me stesso”

SIMONE  KERMES

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Ottone  ne  “La Griselda”

“Dopo un ‘orrida procella”

NICKY  KENNEDY

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Barzane  ne “L’Arsilda”

Lucio ne  ” Tito Manlio”

GUILEMETTE  LAURENS

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Rustena  ne  “La verità in cimento”

Pulcheria ne “L’Atenaide”

“Quanto posso a me fo schermo”

 

PAOLA  LEGGERI

paola-leggeri

Atenaide ne “L’ Atenaide”

“In bosco romito”

MARIE  NICOLE  LEMIEUX

marie-nicole-lemieux

Elpina  ne  “La fida ninfa”

Griselda ne “La Griselda”

Mitrena ne “Motezuma”

Orlando ne “L’Orlando Furioso”

“Sorge l’ irato nembo”

SARA  MINGARDO

sara-mingardo

Licida ne “L’Olimpiade”

Melindo ne “La verità in cimento”

Giunone ne “La fida ninfa”

“Gemo in un punto e fremo”

GABRIELLA MORIGI

gabriella

Gilade ne “Il Farnace”

Costanza ne “La Griselda”

“Nell’ intimo del petto”

SANDRINE  PIAU

sandrine-piau

Atenaide ne “L’ Atenaide”

Licori  ne ”La fida ninfa”

“Alma oppressa da sorte crudele”

MARIANNA  PIZZOLATO

marianna pizzolato

 Brandimarte  ne “L’ Orlando finto pazzo”

Rosmira  ne ” Rosmira fedele”

“Come invano minaccia”

SONIA  PRINA

sonia-prina

Origille  ne ” L’Orlando finto pazzo”

Aristea ne “L’olimpiade”

Orlando ne “L’Orlando Furioso”

Mitrena  ne “Motezuma”

“S’ Impugni la spada”

NATHALIE  STUTZMANN

nathalie-stutzmann

Damira  ne “La verità in cimento”

Marziano ne “L’ Atenaide”

“Cor mio che prigionier che sei”

Le Marionette

Nel prossimo libro, le marionette sono il perno su cui ruota tutta la vicenda. Facendo ricerche sulla storia di queste meravigliose creature ho scoperto un mondo assolutamente affascinante,

Ecco di seguito riportate alcune maschere che spero possiate amare come le ho amate io.

LA COMMEDIA DELL’ ARTE

Arlecchino

Arlecchino

 

Colombina

Colombina

Pulcinella

Pulcinella

Isabella

Isabella

 

Ruzzante

Ruzzante

Flaminia

Flaminia

Brighella

Brighella

Ragonda

Ragonda

Trivellino

Trivellino

Pantalone

Pantalone

FIABE

Il Pifferaio Magico

Il Pifferaio Magico

Ognuna di queste persone mi ha dato tanto. Mi hanno

incoraggiato, spronato, e pure lusingato. I loro doni

li tengo ben stretti.

Dèsirèe Dell’Amore,  Arpista

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Dèsirèe e la sua famiglia sembrano usciti da una favola.

Lei suona l’arpa, sua sorella diletta l’oboe, e la mamma, il flauto.

Ho havuto l’onore di ascoltarle a Cesena,  e siccome ero in treno, e non potevo restare sino ala fine, hanno anticipato il concero per me.

Incredibile

Gabriella Morigi, soprano

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Anche Gabriella è di Cesena, l’ho ascoltata nel Farnace, ho avuto la fortuna di contattarla, lei gentilissima mi ha donato La Griselda,

dove canta la celeberrima aria “Agitata da due venti”.

Aver conosciuto una contralto che ha interpretato Costanza,

è stato meraviglioso, mi coccolo il suo cd con tanto di dedica,

ed ancora non ci credo

Patrizia Borromeo, arpista

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Patrizia collabora con il laboratorio Mangiafuoco, che mette

in scena spettacoli di marionette. Le marionette sono il tema centrale

del nuovo libro. Per ringraziarmi mi ha regalato il suo cd

musica  alquanto indicata per scrivere.  Arpa e marionette,

un connubio da …….Favola.

Pietro Solimeno, scrittore

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Pietro è stato il primo a commentare il mio libro,

ricordo perfettamente la mia commozzione leggendo le sue parole,

Pietro ha capito il senso del libro, infondendo in me

tanta fiducia.

Anna Appolloni, poetessa

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Anna, è stata di una cortesia fuori dal comune, dopo avermi spedito una lettera, ed avermi omaggiato del suo libro, è venuta da Roma per la presentazione del mio libro. Emozionantissimo!

Alessandra Santini, scrittrice

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Anche Alessandra,  come Anna e Pietro ha scritto per “Il Filo”,

come loro si è dimostrata molto cortese, il suo libro e le sue cartoline sono state una piacevolissima sorpresa.

Luisa Ferretti, scrittrice e poetessa

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Luisa mi ha forse elogiato oltre ogni misura, il suo animo

è assai simile al mio, conservo con affetto le sue lettere, ed i suoi libri.

donna sensibilissima e profondamente amante dell’arte in tutte

le sue forme.

Giuliana Argenio, scrittrice

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Giuliana è stata prodiga di consigli, donna energica, forte ma dolcissima, il suo libro l’ho letto in un giorno. Ha avuto parole molto

belle sulla mia scrittura e questo non può che farmi felice

Simona Bertocchi, scrittrice

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Donna dalla vita molto avventurosa, Simona mi ha dato tantissime gioie. Il suo modo di fare, molto spontaneo e diretto, è stato motivo di grandissimo entusiasmo. Ecco lei potrebbe benissimo essere un personaggio da romanzo ottocentesco.

Grazie SuperSimo

Giovanna Dissera Bragadin, soprano

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Conoscere una cantante veneziana che ama Vivaldi come me, mi ha sospinto quando non riuscivo a trovare il bandolo della matassa.

La sua lettera dove parla del castrato padovano che tanto piaceva a Mozart, è sempre con me.

I CD che mi ha inviato hanno arricchito la mia adorata discografia vivaldiana e barocca.

Gaia Conventi, scrittrice

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Gaia, conosciuta  grazie ad Aphorism, mi ha spedito uno dei suoi gialli

Persona attenta e dotata di grande ironia, che caraterizza la

sua scrittura. Grazie Gaia

CULTURA Come la luna divenne gondola E’ una favola di amore cantata alla luna quella che Fabrizio Diotallevi ci racconta. La Favola, Eleonora è il suo ultimo libro. E il primo di una trilogia che ha l’amore per soggetto –perché, dice l’autore, “io scrivo sempre d’amore”- e la luna come luminoso filo conduttore. Tre storie diverse, ambientate in luoghi differenti, in cui è però sempre la luna che fa conoscere le anime, che le unisce, che le fa amare. Un’antica leggenda veneziana narra di una notte in cui la luna, troppo luminosa, si gettò nelle acque della laguna per consentire a due innamorati costretti al segreto di amarsi in una più intima penombra: di qui la gondola, falce di luna sacrificatasi per il bene di due amanti. E Fabrizio sceglie come ambientazione della sua favola, storia di un dramma individuale che si consuma ai margini della società, proprio Venezia, “il teatro più consono alla messa in scena del contrasto tra la gioia collettiva e il dramma del singolo”. Una Venezia tardo-settecentesca che, seppur nel pieno del suo declino, riesce ancora ad inebriare i suoi figli con i colori delle maschere, con il fragore del carnevale, con le commedie di Goldoni, con i colori dei grandi pittori. Il dramma in questione è quello di una giovane donna incinta, Eletta, che chiede aiuto per partorire la sua bimba a una città che pare in quel momento negarle la sua misericordia: è infatti deserto il quartiere in cui ella si trova a vagare, sola e disperata, mentre nessuno pare ascoltarla e tutti paiono catturati dall’ebbrezza di una festa che celebra la fine del secolo. Immediato il riferimento autobiografico: lo scrittore che partorisce la propria creazione letteraria proprio alla collettività chiede dovuta attenzione, sperando in un barlume che illumini l’indifferenza circostante. Nel racconto la protagonista trova l’unico aiuto in un gruppo di mendicanti, ognuno rimasto vittima di una sventura differente ma agli altri accomunato dalla cortina di indifferenza da cui tali sventure si vedono avvolte. Persone abituate a chiedere che per una volta danno, mettendo da parte la propria disgrazia per aprire il proprio cuore a quella altrui. E che, inaspettatamente, aiutando una sconosciuta riescono dalla propria sventura a riscattarsi: il pescatore portato alla rovina da un incendio accende un fuoco per riscaldarla, la cantante fallita ritrova la sua voce per intonarle una melodia, lo spaccapietre caduto da un’impalcatura e rimasto privo di un braccio rompe con una mano le uova per la sua cena. Se te ghe bisogno de qualchedun, cori da un poareto, recita un antico proverbio veneziano posto a prologo del libro: una riflessione profonda e veritiera sul cinismo del mondo, in cui spesso l’aiuto più genuino nasce da chi non ha nulla da perdere, mentre chi ha di più se ne sta a guardare, o peggio si rifiuta di vedere. Ma anche un inno spassionato alla fiducia nell’amore e al valore della condivisione come antidoto più efficace ai drammi sociali e individuali: omaggio a quel fortino di presenze che sanno salvarsi dalla desolazione generale, e che l’autore non smette mai di ringraziare. Assieme a questo importante messaggio, Fabrizio ci racconta la favola di una città, che non è una scontata cartolina della Venezia imbellettata dei Dogi, dei Leoni d’oro o di Piazza San Marco, ma un vero e proprio dipinto, finemente nitido nei dettagli, dei suoi angoli più bui, dei suoi ponti più sconosciuti, dei suoi vicoli più segreti. Un viaggio tra le bettole e i campanili mozzati di Dorsoduro, quartiere di pescatori e di mendicanti, in cui le descrizioni di colori e odori si mescolano magicamente alle leggende antiche della città e del suo popolo di dannati e santi. La ricostruzione dei tempi e dei luoghi è precisa e meticolosa –dal Ponte dei Pugni, con la sua storia di lotte sanguinose tra fazioni di disgraziati; allo squero di San Trovaso, cantiere antico in cui si costruivano gondole, col suo nome di santo inesistente a cui i veneziani rendevano omaggio adottando a loro personale uso i nomi di santi diversi- al punto da lasciar sentire al lettore l’umidità di quei vicoli e gli echi di quelle leggende.Un’unica concessione è lasciata dall’autore alla propria fantasia: la scelta dei nomi dei personaggi, che risponde tra l’altro a due intenti ben precisi. Da un lato, la volontà di rendere omaggio ai grandi artisti del passato e con essi all’arte, sinonimo di sensibilità e amore ed eterna fonte di sostegno per le anime ricettive; dall’altro la riverenza verso la figura femminile e verso la sua capacità di generare vita: i mendicanti sono quindi grandi pittori o grandi cantanti del passato, tutti rigorosamente veneziani, -il Canaletto, il Tintoretto, i fratelli Guardi- e le donne, dalla protagonista alle sue amiche d’infanzia, sono le madri di figli celebri di cui portano già in grembo il talento –Petrarca, Vivaldi, Goldoni, per citarne solo alcuni- o personalità illustri esse stesse. Eleonora, la bambina che la protagonista dà alla luce, porta il nome che nella finzione è di una gondola, ma che nella realtà è di una persona che riveste per l’autore un ruolo ben preciso, a cui egli rivolge “un grazie grande come il cielo” per averlo incitato e incoraggiato a reagire, a riprendere in mano la penna e continuare a scrivere. Per avergli gratuitamente offerto il suo aiuto. Perché, dice Fabrizio, ai più noto come Bicio, essere riconosciuti è cosa ben difficile, e spesso a poco servono impegno e buona volontà. In un panorama, quello italiano, in cui si fa un gran parlare di cultura mentre ciò che conta è solo il tornaconto economico derivante dai prodotti culturali mercificati, è difficile ottenere visibilità “se non hai i tuoi santi in paradiso”. E il problema risulta enfatizzato nelle piccole realtà provinciali, come la nostra, in cui i soliti e spesso unici celebrati sono i cantori di Fano e Fanesità, e in cui gran parte dell’attenzione è rivolta a personaggi “importanti” a cui, purtroppo, interessa più il prendere che il dare. E una persona può passare la vita a bussare a più porte possibili, come Eletta, senza che nessuno gli apra”, e senza che nessuno apprezzi l’umiltà, l’onestà, la curiosità e il coraggio di chi sceglie di mettersi in gioco esplorando luoghi altri, facendo ricerche sulla storia, per scrivere di tematiche passate ma eternamente attuali. Ovviamente esistono delle eccezioni, come l’Accademia dei Tenebrosi di Orciano, che ha premiato con un riconoscimento un estratto del libro: “li ringrazio profondamente –dice Fabrizio- poiché mi hanno elogiato pur non conoscendomi”; o come il Comune di Vicenza, teatro del prossimo libro, che gli ha inviato del materiale per agevolare e sostenere il suo lavoro; o, ancora, quello di Pontelandolfo, in provincia di Benevento, che gli ha fornito numerosi testi di approfondimento su storia e cultura del territorio che sarà scenario del terzo capitolo della favola. Per descriversi l’autore, che a Fano vive e lavora, chiede in prestito le parole ad Aldo Palazzeschi: “Chi sono? Non un poeta, non un pittore, non un musico, ma uno che mette una lente davanti al suo cuore per farlo vedere alla gente”. E che prova a farlo per la terza volta: dopo due libri, L’altalena e Dolceneve, entrambi autofinanziati, ecco. La Favola, Eleonora , pubblicato grazie al co-finanziamento di un’amica, ed ora in vendita nelle librerie del centro storico

Vivaldimania

CD

La Stravaganza 2CD

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op.8 Il cimento 2CD

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op.9 La Cetra 2CD

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op.10 6 concerti per flauto 1CD

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op.11 1CD

op.11 1CDconcerti per violoncello 1 CD

concerti per archi 1 CD

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concerti per violino 1 CD

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concerti per violoncello

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concerti e cantate 2CD

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3 CD

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La Griselda  3CD

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3 CD

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2 CD

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2 CD

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1 CD

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L'incoronazione di Dario

L'incoronazione di Dario

 

10 CD

10 CD

 

 DVD

viva-vivaldi

Eleonora

Questa è la versione diciamo pure locale, di  Eleonora,

primo episodio di una trilogia chimata “La Favola”.

 Illustrazioni di Mauro Chiappa.

Grazie con tutto il cuore a Serena Minardi

Dedicato a mia figlia Alice

copertina Mauro Chiappa

copertina Mauro Chiappa

Arlecchino

La Favola II

Arlecchino

Arlecchino

Nel primo episodio della ” Favola”, la storia si ambientava a Venezia,

ora invece restiamo sempre in veneto, ma a Vicenza.

Arlecchino, costituisce il prologo della seconda parte..

Con mia grande gioia è stato pubblicato su Aphorism

http://www.aphorism.it/autori/showracconto.php?ID=1939

igino-ugo-tarchetti

29 giugno 1839-25 marzo 1869

Sconosciuto ai più, morto non ancora trentenne, profondamente malinconico, debole di salute, soldato, giornalista

poeta e romanziere ha lasciato due struggenti capolavori

Una nobile folli

Una nobile follia

 La guerra, come poche volte è stata descritta, senza eroi, senza

illusioni, ne gloria, ne medaglie, cavalli squartati, un mare di sangue e di orrore.

Fosca

Fosca

Una esperienza  sconvolgente, una storia cupa e disperata dove l’amore più che viverlo, si subisce.

Devastante

Musica sacra

Integrale della musica sacra di Vivaldi

10 CD

10 CD

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